Gary O’Neil accusa gli arbitri di pregiudizio ‘inconsapevole’ dopo il gol di Stones: vero?

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Di Joan

La reclama di Gary O’Neil, allenatore dei Wolverhampton Wanderers, riguardo a un possibile bias “subconscio” degli arbitri a favore dei club più importanti solleva interrogativi dopo il gol decisivo di John Stones nella sconfitta della sua squadra contro il Manchester City. Questo articolo esamina la veridicità di queste accuse e analizza l’impatto del VAR (Assistenza Video all’Arbitraggio) sulle decisioni degli ufficiali.

Bias percepito degli arbitri nella Premier League

Gary O’Neil ha insinuato che gli arbitri potrebbero essere influenzati dal prestigio dei club durante l’esame del gol di Stones, realizzato nel finale della partita. Questo sentimento di frustrazione è amplificato dall’impatto sproporzionato che il VAR ha avuto sui Wolves. Infatti, secondo le analisi, il Wolverhampton avrebbe registrato uno svantaggio significativo di 13 gol a causa delle decisioni del VAR dalla sua introduzione nella stagione 2019/2020, rendendolo la squadra più colpita della Premier League.

Tuttavia, è essenziale notare che non ci sono prove concrete che mostrino che il VAR favorisca sistematicamente i grandi club. Ad esempio, il Fulham, che ha terminato appena davanti al Wolverhampton nella stagione precedente, ha invece beneficiato di un guadagno netto di 11 gol grazie alle decisioni prese dal VAR.

L’impatto del VAR sulle decisioni arbitrali

Il VAR è spesso al centro del dibattito riguardo all’equità delle decisioni arbitrali. Anche se alcuni club, come i Wolves, avvertono un senso di ingiustizia, i dati mostrano che il VAR corregge spesso errori manifesta, garantendo che la maggior parte delle decisioni prese siano giuste.

Del resto, nonostante le critiche, il sistema avrebbe complessivamente un bilancio positivo, con un miglioramento notato nella precisione delle decisioni. Questa constatazione indica che l’esperienza individuale di un club con il VAR non può essere interpretata come una prova di favoritismo da parte degli ufficiali.

Le statistiche al servizio della verità

Per valutare se i club più piccoli siano svantaggiati, è stata realizzata un’analisi dei falli commessi dalle squadre di Premier League. Secondo i risultati, le squadre definite “Big Six” hanno mostrato una leggera flessibilità con solo 0,16 falli in più prima di ricevere un cartellino, un numero che non suggerisce favoritismo generalizzato.

In modo più rivelatore, durante i confronti tra i “Big Six” e le squadre meno ben classificate, gli arbitri tendono a essere più clementi nei confronti delle grandi squadre. Ad esempio, è stata osservata una differenza di 2,29 falli a favore dei “Big Six” rispetto ai loro avversari più modesti nella stagione 2020/21.

Tuttavia, queste statistiche devono essere interpretate con cautela. Un certo grado di variabilità nell’arbitraggio è inevitabile, ed è essenziale continuare a esaminare queste tendenze nel corso delle stagioni per determinare se esista o meno un vero bias.

In conclusione, la questione del bias degli arbitri nei confronti dei club è complessa e merita un’analisi approfondita. Mentre alcune squadre avvertono un’ingiustizia, è cruciale basare le discussioni su dati oggettivi e risultati tangibili.

Source : www.skysports.com